Secondo round dello sciopero generale Cgil, 25mila in piazza a Torino
Secondo round dello sciopero generale della Cgil, dopo il primo troncone dello sciopero datosi nella giornata del 25 giugno. Sciopero indetto dentro la cornice della protesta contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi. Una mobilitazione, quella di quest'oggi, che ha coinvolto le tre regioni che mancavano ancora all'appello nella discesa in piazza (Piemonte, Liguria e Toscana), che ha portato migliaia di persone in piazza nonostante sconti la perdita di potenza mediale quindi politica nella tempistica, segno di ciò è l'ignoramento ricevuto dai media mainstream.
Astensione dal lavoro dei lavoratori del pubblico e del privato che nelle città interessate ha comportato disagi e problemi in più settori (trasporti, uffici, scuole, banche, etc), esprimendosi pubblicamente con cortei presidi e comizi sindacali, ma sprovvisto dello sprint anche emozionale che ha caratterizzato lo sciopero del 25 giugno con la "questione Pomigliano", non che oggi ciò sia stato rimosso (...) ma si è inevitabilmente dato in forme e intensità diverse. Le parole d'ordine che hanno attraversato le manifestazioni odierne sono state quelle contro i tagli della finanziaria e contro la precarietà imposta, ovviamente non diversamente da quelle del 25 giugno, giornata nella quale ha però avuto la forza e la capacità di imporsi, dominare e cambiare di segno lo sciopero la battaglia contro la ristrutturazione Fiat a Pomigliano d'Arco.
Il corteo più importante è stato quello di Torino: 25mila persone hanno partecipato al corteo indetto dal sindacato con partenza da Porta Susa. Nei numeri la risposta della piazza è stata notevole, presenti tutte le articolazioni del settore pubblico e privato della Cgil. Uno degli spezzoni più numerosi è stato quello dei dipendenti pubblici, categoria tra le più colpite dai provvedimenti governativi. Quello più vivace e interessante quello dei metalmeccanici della Fiom, ovviamente tra i pochi a saper sfruttare e continuare l'onda della sconfitta inflitta a Casa Fiat con il referendum di Pomigliano d'Arco. Emblematico di quanto si è giocato e si sta giocando (in termini di contrapposizione) dentro la Cgil, nell'andare a comporre il corteo, quindi nel declinare politicamente l'urto della piazza, la scelta di relegare al fondo del corteo lo spezzone delle tute blu dei metalmeccanici... quantitativamente i più numerosi, qualitativamente i più significativi. Altra presenza meritevole di nota lo spezzoncino dei lavoratori Rai di Torino, capaci di rendersi visibili attraverso la caratterizzazione della loro partecipazione con il colore giallo ma anche con il rimbombo delle vuvuzela e degli slogan... Hanno preso parte al corteo torinese anche altri soggetti al di fuori della Cgil, ad esempio i lavoratori e le lavoratrici dell'Ala.To, contenitore autorganizzato ed eterogeneo che ha puntato sulla scadenza dello sciopero generale contraddistinguendosi anche attraverso l'elaborazione di un appello proprio per il corteo. Sintesi delle rivendicazioni portate in strada lo striscione: "La lotta Pomigliano è la lotta di tutti!".
Piazze piene anche a Genova e Firenze, come in molte altre città dove si è andata a dispiegare la giornata di sciopero di quest'oggi.
Fonte: infoaut.org