Fiat Mirafiori, nuova cig dal 14 al 27 febbraio
Dal 14 al 27 febbraio anche gli impiegati dello stabilimento Fiat di Mirafiori saranno in cassa integrazione. Il provvedimento interesserà 1.013 dipendenti degli enti centrali, secondo quanto riferiscono oggi (18 gennaio) fonti di agenzia. L'azienda, inoltre, ha comunicato tra il 14 febbraio e il 6 marzo dieci giorni di cassa integrazione a rotazione (massimo di 825 lavoratori al giorno) per gli addetti alle Presse di Mirafiori, così come per i lavoratori alla lastratura di Grugliasco (385 addetti al giorno).
Fonte: www.rassegna.it
I padroni non sono interessati al lavoro, per loro contano i profitti. E la borsa, le speculazioni e le attività finanziarie ne fanno fare molti di più...
FIAT: DEBUTTA IN BORSA LO SPIN-OFF FIRMATO MARCHIONNE PRIMI SCAMBI PER INDUSTRIAL, INIZIO ANNO ANCORA SOTTO RIFLETTORI (ANSA) - ROMA, 1 GEN - A Piazza Affari debutta domani la Fiat dello spin off: due titoli, con i rimi scambi per le azioni di Fiat Industrial accanto a Fiat Spa. Si apre «un nuovo capitolo della storia di Fiat».
Leggi tutto...
MILANO - L’accordo di Mirafiori «è il più grave atto antidemocratico verso il mondo del lavoro» dai tempi del fascismo. Ad affermarlo il presidente del comitato centrale della Fiom, Giorgio Cremaschi, il quale torna a chiedere al leader della Cgil, Susanna Camusso, di proclamare lo sciopero generale.
Leggi tutto...

L'accordo fra Fiat e sindacati per lo stabilimento di Mirafiori è la dimostrazione di come, da un punto di vista delle relazioni industriali, «ci sia in atto una vera e propria rivoluzione». È quanto sostiene, interpellato dall'Adnkronos, l'ex presidente di Federmeccanica, Massimo Calearo. Una rivoluzione, evidenzia, già avvenuta nel mondo che «grazie a Marchionne, un manager che vive nel villaggio globale, arriva anche in Italia».
Leggi tutto...
(ANSA) - ROMA, 27 DIC - Sergio Marchionne e' antidemocratico, illiberale e autoritario, cosi' come e' l'accordo separato per Mirafiori che cancella la liberta' sindacale. Sono parole del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che aggiunge: 'la Fiom non ha firmato perche' l'accordo e' poco rispettoso della fatica del lavoro. La Cgil non firmerebbe mai un accordo che escludesse un altro sindacato'. Dal canto suo, Cremaschi della Fiom rinnova l'appello alla Camusso a fare lo sciopero generale.
(ANSA) - ROMA, 27 DIC - Anche il «sindacato minoritario deve avere il diritto alla rappresentanza, in proporzione ai consensi che ricevuti» ma «non il potere di veto» che ha oggi «nel nostro sistema di relazioni industriali, obsoleto e inconcludente». Lo spiega, in una intervista al Giornale, il giuslavorista Pietro Ichino, senatore del Pd, convinto che cambiare il sistema della rappresentanza sia anche il modo «per evitare che la Fiom diventi un maxi-Cobas».
Leggi tutto...
di Antonio Sciotto (ilManifesto del 26 dic 2010)
«È la firma della vergogna». Non si trattiene il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, a pochi minuti dalla chiusura dell'accordo a Mirafiori. Un altro senza i metalmeccanici della Cgil. «Non potevamo firmare - spiega - perché si cancella in una volta sola il contratto nazionale, lo Statuto dei lavoratori, le leggi che tutelano il lavoro. E vengono peggiorate le condizioni degli operai alle linee. È come Pomigliano, ma per alcuni versi un'intesa peggiore».
Leggi tutto...
Roma, 24 dic. - (Adnkronos) - «La firma dell'accordo su Mirafiori rappresenta un risultato molto importante per Torino. Era prioritario salvaguardare l'investimento per le conseguenze che questo comporterà per il futuro produttivo ed occupazionale della nostra città e del Piemonte».
Leggi tutto...
L'accordo per Mirafiori «è stato firmato da quelle organizzazioni sindacali che hanno veramente a cuore gli interesse dei lavoratori, mentre chi non l'ha fatto (la Fiom, ndr) ha evidenziato per l'ennesima volta una visione puramente ideologica».
Leggi tutto...
Fonte: Antonio Sciotto - il manifesto
LANDINI (FIOM) Il voto sarà illegittimo
«È la firma della vergogna». Non si trattiene il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, a pochi minuti dalla chiusura dell'accordo a Mirafiori. Un altro senza i metalmeccanici della Cgil. «Non potevamo firmare - spiega - perché si cancella in una volta sola il contratto nazionale, lo Statuto dei lavoratori, le leggi che tutelano il lavoro. E vengono peggiorate le condizioni degli operai alle linee. È come Pomigliano, ma per alcuni versi un'intesa peggiore».
Leggi tutto...
Per la CGIL, quello che ha portato all'accordo separato per lo stabilimento torinese, è un “sistema autoritario” che esclude il confronto con l'azienda. FIOM CGIL, per la prima volta si cancella l'esistenza del contratto nazionale e si ledono i diritti dei lavoratori, impendendo ad un'organizzazione di avere uomini e rappresentanze
Fonte: WWW.CGIL.IT
Leggi tutto...
Fonte: LUCIANO GALLINO - la Repubblica
L´accordo per la nuova società che gestirà Mirafiori segna una brutta svolta nelle relazioni industriali in Italia. Esclude la Fiom, che sin dagli anni del dopoguerra è stato il sindacato di maggior peso nel grande stabilimento torinese.
Leggi tutto...
|
|