La malattia è una colpa che devi pagare…
La malattia è una colpa che devi pagare…
Il Collettivo Lavoratori Comdata esprime la massima solidarietà ai 6 colleghi lasciati a casa dopo quasi tre anni di lavoro.
Assolutamente consci del fatto che un’azienda potrà anche fare le proprie valutazioni del caso e decidere in base a propri parametri, di lasciare a casa chi ritiene non rientri in certi standard comportamentali-produttivi, la cosa che lascia più basiti, però, e che sono indice di improvvisazione e di una scarsa cultura delle relazioni sindacali, sono state le modalità e le motivazioni che sono state fornite dal direttore del personale, in viva voce direttamente da uno stabilimento balneare! ai diretti interessati: “abuso” della mutua (non si possono sforare 5 giorni di mutua all’anno!), ritardi, scarsa produttività, capacità relazionali con gli altri colleghi.
In un contesto di crisi economica generale potrebbe sembrare del tutto normale: 6 dipendenti su 55 in scadenza di contratto, potrebbero sembrare il giusto taglio di un manipolo di “fancazzisti” che, come le mele marce, potrebbero rischiare di intaccare il laborioso sistema produttivo dell’azienda. Peccato però che i colleghi ai quali non è stato rinnovato il contratto erano invece degli ottimi operatori, a detta di tutti i nostri Team Leader, che hanno sempre lavorato con scrupolo e coscienza. Ad alcuni dei colleghi non rinnovati è stato anche detto che l’azienda deve procedere con dei tagli. Bene ed allora perché Comdata non ha convocato le organizzazioni sindacali per discutere di questo?
Questo ragionamento però, non ci convince in quanto ha un respiro molto corto. Un’azienda che ha decine di sedi sparse sul territorio nazionale e nel resto del continente con 6000 dipendenti, conta di risparmiare tagliando una cinquantina di posti di lavoro ? (accettando la logica che sulle altre sedi sia giunto lo stesso ordine). Un ragionamento simile, a nostro avviso, pecca di un eccessivo “economismo” e non considera la tendenza che invece si sta affermando in questo Paese: i licenziamenti in Fiat per la diffusione di un volantino di solidarietà dei colleghi polacchi, la sospensione per dieci giorni di una delegata dell’Auchan di Torino, rea di conservare sul proprio profilo facebook un volantino ironico sull’azienda, solo per restare sul nostro territorio, sono il segno che le associazioni imprenditoriali hanno deciso di mandare un messaggio di intimidazione nei confronti dei lavoratori “con più grilli nella testa”.
A nostro avviso il mancato rinnovo dei sei colleghi sono il segnale di questa tendenza: il messaggio è chiaro chi da ora in poi avrà il contratto in scadenza sa benissimo che ammalarsi diventerà un lusso che non potrà permettersi, pena la perdita del posto di lavoro. Inoltre se si considera che sulla commessa Eni proprio in queste settimane la barra telefonica è stata modificata azzerando il tempo di “wrapup”, aumentando così il carico di lavoro su ogni singolo operatore, il disegno diventa evidente: non solo si riduce il personale ma coloro che vi rimangono dovranno lavorare su ritmi ancora più asfissianti… come dire lavorare con meno risorse e lavorare di più…
Riteniamo tutto questo inaccettabile, invitiamo quindi i colleghi a mobilitarsi da subito:
per il reintegro immediato di Alberto, Daniela, Antonio (…)
contro l’introduzione di ritmi di lavoro disumanizzanti che ledono la salute e la dignità del lavoro svolto dagli operatori.
Collettivo Lavoratori Comdata / FLMUniti-CUB
LUNEDI’ 9 E MARTEDI’ 10 AGOSTO 2010
SCIOPERO
DI DUE ORE DI TUTTI I DIPENDENTI COMDATA DELLA SEDE DI TORINO
PER IL REINTEGRO IMMEDIATO DI ALBERTO, ANTONELLA, ANTONIO, DANIELA, DARIO, PATRIZIA, STEFANIA, VALENTINA
CONTRO L’AUMENTO DEI CARICHI DI LAVORO
CONTRO IL REGIME MILITARESCO INSTAURATO DAL NUOVO MANAGEMENT DELL’AZIENDA
Lo sciopero sarà così articolato:
Un’ora al giorno:
dalle ore 11 alle ore 12 (turni del mattino) e dalle 16.30 alle 17.30 (turni del pomeriggio) nelle giornate di lunedì 9 e martedì 10 agosto. Durante l’astensione dal lavoro si svolgerà un
PRESIDIO sotto l’ingresso dell’azienda

